ROSPO dei Quintorigo - CONSIGLI MUSICALI #03

 


Buonasera a tutti, rieccoci con uno dei miei consigli musicali! Posto poco perché la salute fa scherzi, ma vi assicuro che ho tante cose da condividere con voi. Stasera parliamo di “Rospo” dei Quintorigo, album del 1999 che all’Università ascoltavo a ripetizione. Se volete essere sfidati ed esaltati da un uso ardito degli strumenti classici e della voce, affacciarvi a un panorama italiano di alto livello e al contempo divertirvi e giocare con la musica, questo è l’album che fa per voi. Ecco due parole sulle tracce:

Kristo, sì! (Radio Edit) – E meno male che è il Radio Edit! Gli archi incalzanti, la linea di fiati sofisticata e la ritmica serrata data anche dalla voce sono una perfetta anteprima di un album che vi metterà alla prova, un dissacrante messaggio a una divinità in cui non ci si riconosce.

Rospo – Favola al contrario, voglio tornare Rospo! La canzone alterna momenti delicati a dissonanze, seguendo un’affermazione di se stessi a dispetto di tutto, soprattutto delle aspettative altrui.

Nero vivo – Una delle mie preferite, un momento di puro nero in cui, nonostante tutto, si attende il giorno. Anche la musica, per quanto abbia dei momenti di tensione, ha un’atmosfera propositiva e spinta in avanti. Un viaggio che comincia.

Zapping – Un pezzo strumentale con tutte le atmosfere assurde e dissonanti della musica classica del ‘900, con quel tot di suoni “urbani” che costruiscono una scena in cui mancano solo le immagini.

Sogni o bisogni – Quante volte ci dibattiamo tra la voglia di dedicarci ai nostri sogni e le necessità della – piatta – vita di tutti i giorni? Questa tensione si avverte perfettamente nell’arrangiamento della canzone, soprattutto nel cambio di atmosfera e nel grido acutissimo all’interno della strofa dedicata alla quotidianità.

Tradimento – Un’atmosfera onirica, quasi un canto mitico, poetico. Il finale è divertissement puro!

Deux heures de soleil – Le strofe sono un delirio acido, mentre il ritornello è una piccola delizia che ti si incolla nel cervello e non ti lascia più.

Momento morto – La mia preferita in assoluto, anche se forse è la più “pop” di tutto l’album (se di pop si può parlare con i Quintorigo) per quanto è facile cantarla. “Momento Morto, assecondami/
Se tocco il fondo/ È per darmi la spinta e risalire/ Risalire a galla”
.

Heroes – Omaggione con un riarrangiamento del classico di David Bowie.

We want Bianchi – secondo pezzo strumentale, dal ritmo allegro e ballabile, con finale sospeso.

Kristo, sì! Slow Dub – Il diverso arrangiamento, più lento e cupo, aggiunge parecchio al testo della versione precedente, arricchito tra l’altro da una strofa parlata in più. “Guardingo rimango/ qui dietro le quinte”

Fatemi sapere se lo ascolterete, oppure quali sono i vostri brani preferiti! Per il momento, un saluto e a prestissimo con un paio di consigli di lettura.

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